Shakyō
Practices写経 ・ Reading: shakyō
Definition
Dalle scritture alla meditazione
Prima della stampa, copiare i sutra a mano era il modo in cui i testi buddhisti si diffondevano, e l'atto stesso era considerato un'opera di merito. Gli imperatori commissionavano intere biblioteche di scritture copiate, i pellegrini ne portavano copie da offrire nei templi, e i rotoli completati erano custoditi con cura in apposite sale del tesoro. Col tempo l'accento si spostò dalla riproduzione alla devozione: scrivere ogni carattere con piena attenzione divenne una forma di meditazione in movimento, di norma utilizzando il breve Sutra del Cuore, composto da soli 260 caratteri circa.
Come praticarlo da visitatori
Molti templi offrono sessioni di shakyō aperte al pubblico. Il visitatore si siede a un tavolo con pennello, inchiostro e un foglio guida; la maggior parte delle persone ricalca i caratteri leggermente stampati invece di scrivere a mano libera, quindi non sono richieste competenze calligrafiche né la conoscenza del giapponese. Una sessione dura in genere dai 30 ai 60 minuti e ha un costo modico. La copia terminata può essere portata a casa oppure offerta al tempio, e tale offerta, registrata con una ricevuta timbrata chiamata nōkyō-in, è esattamente il punto di partenza della tradizione del goshuin.
Domande frequenti
- È necessario conoscere il giapponese per praticare lo shakyō?
No. La maggior parte dei templi fornisce fogli guida su cui si ricalcano con il pennello caratteri leggermente stampati, per cui non sono richiesti né esperienza calligrafica né conoscenza del giapponese.
- Quale sutra viene usato per la copiatura?
Quasi sempre il Sutra del Cuore (Hannya Shingyō), che conta solo circa 260 caratteri e può essere ricalcato in meno di un'ora.